venerdì 27 maggio 2016

Lasciare andare... (più qualcosa per te)

Voglio bene a tutte le mie creazioni. 
Intendiamoci, non sempre sono riuscite come avevo immaginato o sperato, ma hanno tutte un posto nel mio cuore, perché è quello che ci ho messo nel realizzarle. Poi ci sono oggetti che amo particolarmente perché realizzati per un'occasione speciale della mia vita o perché hanno richiesto tante ore e tanta pazienza per raggiungere il risultato voluto. E a volte, quando si ama tanto qualcosa, si da per scontato che tutti la ameranno con la stessa intensità. Ma non è così, ed è normale che sia così. Però io credo che per andare avanti nella vita, bisogna avere la forza di lasciarsi qualcosa alle spalle. Vale anche nel lavoro. Specialmente in questo momento importante, durante il quale sto mettendo in gioco me stessa per far crescere la mia passione e portarla a diventare il mio lavoro, sento la necessità di concentrarmi su poche cose per farle davvero bene. Per questo motivo, anche se non ho ancora deciso in maniera definitiva quali saranno le prime creazioni che realizzerò per la mia nuova Casa dei Mici, posso già dirti con certezza quali non ci saranno, almeno in questa fase.



La prima giostrina con gli uccellini fu quella che realizzai per Viola. Ero incinta e in piena sindrome del nido. Vedevo il mondo a colori pastello mentre preparavo la cameretta, immaginandomi seduta sulla poltrona a consumare di sguardi innamorati la creatura che tenevo tra le braccia. La mia migliore amica ci aveva prestato la sua culla di famiglia, in vimini, con velo e tutto il resto, una vera romanticheria. Quando la vidi montata al centro della cameretta, sentii che mancava qualcosa. Fu così che con materiali di recupero (il cerchio era l'anima di metallo del cappello di una vecchia lampada) nacque la mia prima giostrina.





Da allora ne sono nate molte altre. Sono migliorate nella confezione, si sono perfezionate. 
È una creazione che resterà sempre nel mio cuore, e sicuramente continuerò a farne per gli affetti più cari, per dare il benvenuto a nuove piccole vite e augurare loro tutto il bene possibile.




Non saranno però presenti nella nuova collezione. Vorrei quindi liberare i pochi pezzi che mi sono rimasti, dare loro la possibilità di volare a casa di qualcuna di voi, per far compagnia ai dolci sogni dei vostri cuccioli.




Da oggi potrai vederle e scegliere la tua preferita qui. Ne ho solo 10 e le ho messe a un prezzo speciale. Spero che ti faccia piacere.

A presto, Fabrizia

martedì 17 maggio 2016

Ricomincio da ME

Se sei arrivata qui dalla mia pagina Facebook, probabilmente sai già qual'è la novità che ha scombussolato gli equilibri della mia famiglia e mi ha tenuta lontana dai social in queste ultime settimane. 
Poco meno di tre mesi fa è nata la nostra seconda bimba, Anna. 

 (ph. by La Casa dei Mici - Don't use without permission)


In questo periodo abbiamo dovuto rimettere tutto in discussione. C'è stato un rimescolamento di tutti gli spazi: fisici, temporali ed emotivi. Il letto sembra esser diventato ancora più piccolo, ora che ogni notte un altro corpicino si infila sotto le coperte per le sue poppate, aggiungendosi agli altri tre (si, si, tre...più i gatti); il tempo ha perso definizione: la notte non è più necessariamente il momento per dormire né il giorno quello per stare svegli; ci siamo dovuti confrontare, e tutt'oggi ci confrontiamo, con le reazioni di Viola, sguardi di rimprovero, silenzi che sembrano urlare, ma anche slanci d'amore infinito verso di noi e la nuova sorellina.
La nostra priorità, da tre mesi a oggi, è stata cercare di tenere in equilibrio questa barca, nuova e un po' instabile, per non finire in acqua. 


(ph. by La Casa dei Mici - Don't use without permission)


Niente cucito quindi. Niente stoffe e nuovi lavori, niente blog, niente Instagram, niente Facebook...sono stata decisamente poco social :) Ed è stato un bene, perché ho avuto la possibilità di riguardare quello che ho fatto fino ad ora, sentire che mi mancava, che è la strada giusta da seguire, e che quindi voglio darmi seriamente la possibilità di farlo diventare un lavoro di cui vivere.


(ph. by La Casa dei Mici - Don't use without permission)


Così ho deciso di approfittare di questa pausa forzata per investire su di me, dal punto di vista professionale e personale. 
Dopo qualche tentennamento (sono sicura che sia proprio il momento giusto? ce la farò a seguire le lezioni? Non starò mettendo troppa carne al fuoco?) e tentativi di autosabotarmi con mille ma, però, forse, alla fine è arrivato un segno. Hai presente quelle cose che sembrano capitare per dirti "dai, non pensarci più e buttati, è la direzione giusta!" E così, ad un solo giorno dalla chiusura delle iscrizioni, mi sono buttata. Mi sono iscritta al corso avanzato della Colibrì Academy

Il tempo è volato e le sei settimane di corso sono terminate sabato. Come avevo previsto, non sono riuscita a stare al passo con gli esercizi, ma ho tutte le lezioni e potrò portarle a termine durante le prossime settimane. Ho acquisito tantissime informazioni utili, nozioni che stanno cambiando il mio modo di pensare, facendomi conquistare consapevolezza riguardo quello che sono, quello che faccio e sopratutto dove voglio andare. Dove VOGLIO andare. Non molto tempo fa non sarei nemmeno riuscita a pensarlo, figuriamoci a scriverlo.

E quindi ecco, a grandi linee, quello che farò nei prossimi mesi: disegnerò una piccola linea di creazioni. Una volta che avrò definito cosa produrre e data di lancio (sembra quasi una cosa seria, vero?!) farò un planning per organizzare lavoro pratico, presenza sui social e vita privata (ah, c'è pure quella? :D) per riuscire ad attenermi ai tempi che mi sarò prefissata.
Nel frattempo vorrei anche migliorare l'aspetto e i contenuti del blog. Una sorta di ristrutturazione. Un'imbiancata alle pareti, via il superfluo e si a qualche foto e fiori freschi raccolti in giardino. Il tutto per renderlo un posto accogliente, un salottino con morbide poltrone dove farti accomodare mentre ci prendiamo una tazza di tè davanti al caminetto acceso quando le giornate inizieranno a farsi più fresche.

Torno presto
Un bacio

lunedì 8 febbraio 2016

pensieri

Questo post non serve a niente. A te che leggi intendo.
Un po' di tempo fa scrissi che tenere un blog è un po' come andare dallo psicanalista, ma gratis.
Ecco, questo è uno di quei post che servono a me per scaricare il cervello dalle ansie, dalle paure e dalle preoccupazioni. A te, al limite, le può far venire. Insomma, io ti ho avvertito.

Quando ho iniziato a desiderare un secondo figlio, nello stesso momento ho iniziato a farmi delle domande. Quelle domande che credo un po' tutte ci siamo fatte, prima o dopo: "sono pronta a stravolgere nuovamente i ritmi e le abitudini finalmente conquistate? Come reagirà Viola? Soffrirà? Sarò in grado di gestire le necessità di entrambi senza far mancare attenzioni, pazienza e amore a uno dei due? E il rapporto con mio marito? Ne risentirà?..." e via dicendo, potrei continuare ancora molto.
In parte erano le stesse domande che mi ero posta anche per la prima gravidanza, nulla di nuovo.

Ma qualcosa è cambiato.
Probabilmente avere già una figlia ha cambiato le mie prospettive ed ho iniziato a pensare a cose che prima ignoravo. Cose spaventose.
E' giusto desiderare di mettere al mondo un figlio oggi? In questo mondo?
Io ho paura. Ho paura ogni volta che leggo la cronaca locale, quella nazionale, quella estera...non mi piace quello che sento, quello che vedo. Non me ne vanto, ma molte volte faccio lo struzzo: scorro velocemente la bacheca di Facebook se intravedo titoli sospetti, sfoglio il quotidiano arrivando alla velocità della luce alla sezione "sport" (della quale mi interessa meno di niente) e baratto volentieri la prima edizione del telegiornale per una puntata di Peppa, per non recepire troppo di quelle notizie e di quelle immagini che, so già, mi faranno iniziare la giornata con una dose d'ansia assolutamente non richiesta. Poi però non riesco a far finta di niente, e così leggo, ascolto, guardo.
E mi ritrovo a pensare "che futuro possiamo dare alle nostre figlie? Siamo certi che un giorno non ci rinfacceranno di averle messe al mondo? Possiamo promettere loro che avranno una vita stupenda, piena di gioia, di leggerezza, di soddisfazioni? Possiamo garantire loro che non dovranno mai avere paura di andare a scuola, di uscire di casa da sole, di viaggiare, di innamorarsi, di esprimere le proprie idee?
La verità è che no, non possiamo. E questo mi fa proprio schifo.

E allora che fare?
Non ho ancora trovato una risposta che mi soddisfi. Forse non la troverò mai. Ma di sicuro, mentre mi struggo in questi pensieri cupi, una certezza ce l'ho: quella che saremo loro sempre vicini, e che faremo il meglio del nostro meglio.

(ph. by La Casa dei Mici - Don't use without permission)

E per ora me la faccio bastare.

Fabri


giovedì 4 febbraio 2016

Oilcloth addicted: cuscino alzabimbo DIY

Della mia passione per i tessuti cerati scrissi già tempo fa, e tra le bozze dei post ne avrei anche uno quasi pronto in cui elenco le principali differenze tra cotone laminato e oilcloth, più qualche dritta riguardo il loro utilizzo e i negozi dove ho fatto acquisti. 
Forse sarebbe l'ora di rimetterci mano e pubblicarlo, che dici, potrebbe interessarti?

Con l'oilcloth, gli ultimi lavori risalgono ormai a più di tre anni fa, quando realizzai alcune borse da mare. Da allora non vi avevo più messo mano, e ogni volta che mi cadeva lo sguardo sui rotoli dalle bellissime fantasie, mi dispiacevo di non avere un progetto che mi permettesse di usarle ancora. Almeno fino allo scorso dicembre, quando una carissima amica mi disse che stava cercando una soluzione per la sua bimba, coetanea di Viola, troppo grande per seggiolone e seggioline alzabimbi, ma ancora piccola per arrivare comodamente al tavolo senza un aiuto.



E così ho realizzato un semplice cuscino quadrato in gommapiuma, rivestito di tela di cotone per facilitarne l'inserimento nella fodera in oilcloth. Tra le fantasie che avevo disponibili, la piccola ha scelto questa. 
Come darle torto?


Cinghie regolabili dietro e sotto la seduta consentono di fissarla alla sedia, il tessuto cerato è resistente e facile da pulire con un panno o, al limite, anche in lavatrice dato che la cerniera posteriore permette di sfoderarlo facilmente.


Spero davvero che le sarà utile e che lo sfrutterà tanto!

Se per caso tu volessi realizzarne uno simile,  ma ti bloccasse qualche dubbio o curiosità, scrivimi pure! Al momento non mi è possibile realizzare un vero e proprio tutorial, ma se mi contatti  cercherò di risponderti il prima possibile e aiutarti a far da sola.


Adesso dovrei farne uno anche per la mia bimba però!!!

Fabri



martedì 28 ottobre 2014

Around the World Blog Hop

Non sono un'amante delle catene di Sant'Antonio, chi mi conosce lo sa, solitamente le stronco sul nascere. 
Questa però è diversa: non promette fortuna, denaro o di incontrare l'amore della tua vita. Tantomeno garantisce sfiga eterna a chi la volesse interrompere...e questo già mi pare carino.

Questa catena da la possibilità di conoscere tantissime creative di tutto il mondo, l'opportunità di vedere cose belle e sopratutto fatte a mano. Ecco, quello che mi piace di questa iniziativa, è che contribuisce a diffondere la cultura dell'handmade, nella quale credo fermamente. Quindi come potrei interrompere una cosa tanto bella? Iniziamo!

Perché faccio ciò che faccio?

Perché cucire mi piace da sempre. 
Poche cose mi danno la stessa emozione che mi da tenere tra le mani un pezzo di stoffa immaginando quello che potrebbe diventare; poche cose mi divertono quanto scegliere gli abbinamenti di colore per una copertina, per un paracolpi, per una borsa; poche cose mi rilassano come passare il tempo spulciando i miei negozi online preferiti, emettendo gridolini di gioia quando trovo nuove fantasie; e pochissime cose mi regalano la stessa soddisfazione di quando completo un progetto particolarmente impegnativo, specialmente se il progetto in questione è per altri, e il mio lavoro viene apprezzato davvero. 


A cosa sto lavorando?

Ehh...tasto dolente. Cento ne penso... Al momento sto preparando alcuni tutorial da postare qui, sul blog. Intanto sto prendendo quante più informazioni possibili riguardo Etsy, Miss Hobby e compagnia bella, perché mi piacerebbe davvero tanto aprire uno shop, ma l'impegno sarebbe grande e voglio essere sicura di fare la scelta giusta per me (a proposito, consigli?). 
Per casa nostra ho una lista quasi infinita di progetti che vorrei realizzare, ma credo che il primo che affronterò sarà una puff quilt per Viola, per la quale ho già la stoffa e non vedo l'ora di vederla finita sul suo lettino!
Adesso poi si avvicina il Natale, il periodo dell'anno che preferisco, quindi sto fondendo le mie bacheche su Pinterest a suon di pin :) 


Come funziona il mio processo creativo?

Le cose che faccio non nascono sempre allo stesso modo. A volte cucio per il desiderio di regalare qualcosa ad una persona cara, magari per un'occasione speciale come un compleanno o la nascita di un bambino. Oppure perché mi viene espressamente richiesto da altri. 
Una grandissima fonte di ispirazione per me sono le immagini che trovo su internet, non a caso Pinterest è in assoluto il mio social preferito, quello che visito ogni mattina davanti a un buon caffè e la sera nel lettone, prima di dormire.
Parto dall'idea, dall'ispirazione, a volte dalle stoffe che voglio utilizzare, e butto giù una bozza, un disegno. Poi passo alla fase pratica. A seconda del tipo di progetto, specialmente se è la prima volta che confeziono una cosa simile, è necessario fare una o più prove in teletta. Poi, raggiunto un risultato che mi soddisfi, lo realizzo con i tessuti prescelti.


In che modo il mio lavoro si differenzia da quello degli altri del suo genere?

Mi riallaccio alla domanda precedente, dove accennavo al fatto che una grandissima fonte di ispirazione per me è il web, per dire che anche se è vero che la maggior parte delle mie creazioni non è un'idea nata da me (di certo non ho inventato le giostrine con gli uccellini, né i paracolpi con le casette e tantomeno le copertine realizzate con la tecnica puff quilt, chiamata anche biscuit), di sicuro in tutto ciò che faccio ci sono io, con le mie idee, la mia passione, il mio amore per i dettagli e il desiderio di trasmettere l'amore per le cose fatte - come mi piace spesso ripetere - come una volta: con cura, pazienza e rigorosamente a mano.





Ringrazio tantissimo Manuela de La Soffitta dei Ghiri per avermi nominata, dandomi così la possibilità di parlarti un po' di me e di quello che faccio, e di consigliarti i blog di tre creative molto diverse tra loro, ma che adoro in egual modo! 
Dato che, come premesso a inizio post, non amo l'aspetto coercitivo delle catene di Sant'Antonio, le blogger che linkerò di seguito sono svincolate dal dover proseguire con questo Blog Hop. 
Le nomino semplicemente perché i loro blog mi tengono compagnia (da anni nel caso di quello di Federica ed Elena, di pochi mesi nel caso di Cecilia), hanno la capacità di risollevare l'umore delle mie giornate storte, e spero che facciano lo stesso effetto anche a te.

Federica di Countrykitty
Cecilia di Calligraphando

Accoccolati sul divano con una bella tazza di tè, fai loro una visita, e poi, se ti va, torna e scrivimi cosa ne pensi :)

Buona giornata!
F.

sabato 25 ottobre 2014

{Refashion} Un berretto in 15 minuti

Ciao!
Per questo post ho preparato un piccolo tutorial per mostrarti come realizzare un berrettino riutilizzando un vecchio top elasticizzato. 
Nell'ultimo post ho tentato di convertirti al cucito ho elencato alcuni dei motivi per cui, secondo me, sarebbe bello che tutti si approcciassero al cucito e ne imparassero almeno le basi. Oggi spero di darti uno spunto pratico, farti vedere che anche con pochissime conoscenze e poco tempo si può realizzare qualcosa di carino e utile.
Due giorni fa siamo passati da un'estate tardiva a un gelido autunno. Ci siamo svegliati al mattino con forti raffiche di vento gelato, di quelle che fanno venire subito mal di testa e orecchie rosse (rispettivamente a me e a mia figlia). Urgeva un berretto! Viste le temperature dell'ultimo periodo, mi ero ben guardata dal fare il cambio di stagione, e comunque Viola è cresciuta, quindi i cappellini dello scorso anno sono già archiviati insieme ai vestitini. Così sono andata a rovistare nei due contenitori dove conservo tutto l'abbigliamento che non usiamo più (per taglia o per gusti) ma che vorrei riutilizzare in qualche modo. Ho trovato un vecchio top in jersey di cotone elasticizzato (1): era perfetto, un tessuto morbido e leggero, ottimo per questi primi freddi.


Se, come me, non hai un berretto da cui riprendere il modello, per prima cosa hai bisogno di conoscere la circonferenza della testa (A) e la misura che va dall'attaccatura dei capelli alla base del cranio (B). Ho fatto un disegno veloce nella speranza di risultare più chiara. 



A questo punto si può procedere.

Ho piegato più o meno a metà il top, così da avere 4 strati di stoffa sovrapposti. Sulla piegatura ho misurato e segnato a matita due punti (foto 2, quelli rossi) distanti la metà della circonferenza A della testa, e dal centro mi sono alzata di poco più della metà della misura della nuca B (foto 2, punto verde). A mano libera (ma puoi aiutarti con qualcosa di tondo, ad esempio un piatto) ho disegnato con un lapis un semicerchio un po' allungato, unendo i tre punti. Con il cutter (ma puoi usare le forbici) ho tagliato lungo la linea (foto 3) tenendomi leggermente più larga per le cuciture (mezzo centimetro sarà più  che sufficiente). Infine ho tagliato via mezzo centimetro alla base, così da avere 4 pezzi di stoffa separati (foto 4).


Siccome il modello e la fantasia sono molto semplici, ho pensato di aggiungere un'applicazione, in questo caso un cuore. Ho tagliato un pezzetto di stoffa da ciò che rimaneva del top e vi ho stirato sopra un ritaglio di fliselina, per renderlo un pochino più sostenuto e facilitare così l'applicazione. Ho piegato a metà e disegnato mezzo cuore (foto 5 - da bimba a scuola facevo così, sennò mi venivano sempre i cuori tutti storti!!!), quindi ho tagliato con le forbici lungo la linea e ottenuto un bel cuoricino simmetrico :) (foto 6). L'ho appoggiato su uno dei pezzi del berretto, più o meno centrandolo, e cucito lungo il perimetro con un semplice punto dritto (foto 7 e 8).


A questo punto sono passata ad assemblare il berretto. Ho preso un altro pezzo e l'ho sovrapposto a quello con l'applicazione (foto 9 - N.B. nel mio caso la stoffa era identica da un lato e dall'altro, se usi una stoffa con il verso, questo passaggio va effettuato poggiando dritto contro dritto). Ho appuntato il perimetro con gli spilli (foto 10) e cucito con un punto dritto elastico (nella foto 11 puoi vedere le impostazioni sulla mia macchina. Se la tua non disponesse di un punto simile, puoi utilizzare un semplice zig-zag con una lunghezza di punto di 1/1,5) e cucito (foto 12).


Ho ripetuto l'operazione con i due pezzi restanti. Dopodiché ho infilato una metà del berretto dentro l'altra metà (foto 13), dritto contro dritto e prendendo come punto di riferimento le cuciture, ho appuntato con gli spilli (foto 14). Ho cucito utilizzando lo stesso punto elastico e lasciando qualche centimetro per rivoltare (foto 15). Infine ho rivoltato (foto 16) e chiuso l'apertura con dei punti invisibili a mano.


Non resta che infilare una metà del cappellino dentro l'altra e il gioco è fatto. Berretto pronto in circa 15 minuti a costo zero!




Spero tanto che il tutorial ti sia piaciuto e magari di averti dato uno spunto per riciclare qualche capo di abbigliamento che non usi più.
Questo tutorial e il precedente sono i primi che realizzo, quindi se non fossi stata abbastanza chiara nella spiegazione, scrivimi i tuoi dubbi nei commenti, risponderò il prima possibile!

Grazie per leggermi, buon weekend :)
F.

giovedì 9 ottobre 2014

Ode alla macchina da cucire (Ovvero, perché anche tu dovresti averne una...ed imparare ad usarla)

Eccoci qua!
Scusami per il silenzio di queste due settimane. L'autunno è arrivato e ci ha portato i primi malanni, notizie belle e meno belle, tante cose da fare e a cui pensare. E va bene così!

Questo post mi frulla in testa già da tempo.
Negli ultimi anni, alcune mie amiche hanno acquistato o ereditato una macchina da cucire. Ogni volta ho provato una grande gioia per loro, perché so quali vantaggi possa portare imparare ad utilizzare la macchina, in termini pratici ed emotivi.
Vorrei che tutti provassero almeno una volta, anche chi è convinto di essere negato, chi la vede come un'attività complicata, chi pensa di non aver abbastanza tempo...o spazio.


Ecco quindi alcuni dei motivi che secondo me andrebbero valutati prima di escludere a prescindere il cucito dalla tua vita.

- Risparmio: se impari ad usare una macchina da cucire, potrai occuparti personalmente dei piccoli lavori di cui puoi aver bisogno tu o la tua famiglia: accorciare un pantalone, cambiare una cerniera rotta, rammendare i pantaloncini nuovi di tua figlia bucati la prima volta che li ha indossati (non ti dico niente di nuovo? ;-) Se poi ci prendi gusto, potresti anche volerti cimentare nell'autoproduzione di abbigliamento! In rete esistono centinaia di modelli e tutorial completamente gratuiti e di facile realizzazione, quindi non pensare che cucirsi un abito sia cosa per pochi eletti particolarmente dotati! 

- Impara l'arte... e mettila da parte! Una nuova abilità nel tuo bagaglio di conoscenze ed esperienze, ti pare poco?

- Consapevolezza: a questo punto tengo particolarmente.
Imparare a cucire significa rendersi conto di cosa c'è dietro ad ogni lavoro, anche a quello apparentemente più insignificante: dì la verità, quante volte hai pensato "10 euro per un orlo?! Ma ci vorranno 2 minuti!" Cimentarsi in una nuova tecnica (in questo caso il cucito, ma vale per qualsiasi mestiere) ci rende più consapevoli e rispettosi del lavoro altrui.
Inoltre col tempo e la pratica, si fa l'occhio al pregio dei tessuti e alla qualità del confezionamento, rendendoci più attenti ai nostri acquisti.

- Sostenibilità: riutilizzo, refashion, riciclo creativo... ovvero trasformare qualcosa che esiste già ma di cui vorremmo disfarci, in qualcosa che potrebbe ancora esserci utile o di cui abbiamo bisogno. La macchina da cucire diventa come una bacchetta magica, con la quale trasformare una vecchia camicia del marito in un abitino estivo, una polo macchiata in una tutina per il piccolo di casa, o magari dare una seconda chance ad un paio di jeans strappati. 

- Soddisfazione: probabilmente è la cosa più importante, perché creare qualcosa con le nostre mani è fonte di gioia, di orgoglio. E una persona felice è sempre una bella compagnia :)

Non ti ho ancora convinto? Mi gioco l'ultima carta!
- E' una valida (ed economica) alternativa all'analista.
Scherzi a parte - che poi proprio scherzo non è - ogni progetto richiede attenzione esclusiva. Quando sei concentrata a cucire, i pensieri e le preoccupazioni restano fuori dalla stanza, il tuo cervello non ha possibilità di distrarsi. E così ti rilassi, e il lavoro che prende forma tra le tue mani diventa come una terapia. Provare per credere!

Sono solo 5 punti (e un jolly) ma su questo argomento potrei scrivere per pagine e pagine, e non mi sembra il caso.

E tu? Hai mai provato? Se cuci già, cosa ti sentiresti di dire per incoraggiare chi ancora non si è buttata?
Oppure fai parte del team "vorrei ma non posso"? Cosa ti blocca? Ti va di scriverlo in un commento?
Sicuramente affronterò di nuovo l'argomento più avanti, magari da altri punti di vista e partendo dai tuoi preziosi spunti, perché sono decisa a smontare ogni tua incertezza!

Oggi il post era un po' lunghino, grazie per essere arrivata in fondo!
F.

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